Una sottile striscia di terra compresa fra i monti ed il mare i cui paesi sono aggregati attorno al campanile. Per la loro natura geografica i ristretti territori parrocchiali non hanno mai avuto bisogno di grandi campane.
Anticamente, almeno fino alla fine del XVIII sec. i complessi campanari erano costituiti da 3 campane (grossa, mezzana e piccola). Nelle città invece, le chiese più importanti e le Cattedrali potevano contare su complessi di 5-7 campane.

Le campane anticamente erano inceppate in legno a mezzo-ambrosiano, movimentate per mezzo della stanga o aspetta collegata direttamente all’inceppatura.
Il sistema di montaggio dal dopoguerra è divenuto a battaglio cadente, con utilizzo di ceppi in metallo tipici del suono ambrosiano, ma meno contrappesati, che conferiscono maggiore velocità alle campane rispetto al sistema lombardo.

Le funzioni religiose erano annunciate un'ora prima. Seguivano segnali minori mezz'ora prima o un quarto d'ora prima e un ultimo breve segnale all'inizio della Messa.

L'Ave Maria si suonava con una campana a distesa, mentre per i funerali il numero delle campane a distesa variava a seconda della classe.

Ma la peculiarità del sistema ligure era, ed è, l'esecuzione di motivi musicali, in occasioni festive o solenni.

Fino agli anni '50 sulla quasi totalità dei campanili si suonava con il metodo “a cordette” , dato che il numero dei bronzi si fermava in media a 5.

Il virtuosismo prevedeva l’esecuzione di brani per campane del repertorio “classico” , ossia quello per 5 campane, oltre che a inni, marce religiose, inni patriottici o ballabili.

Fu l’aumento del numero delle campane che portò l’introduzione della tastiera, specialmente nel Levante; nel ponente, diversamente, fino alla recente elettrificazione rimase, e rimane, prevalentemente in uso il sistema a cordette, vista la media dei concerti , che si attesta intorno alle 3-5 campane.
Nel genovesato e nel Levante invece, dagli anni ’60 in poi,ci furono primi concerti numerosi e si arrivò alle 12 campane.

A partire dagli anni ’70 avvenne l’elettrificazione della maggiore parte dei concerti e, purtroppo, non sempre con raziocinio.
In molti luoghi alcuni pregevoli complessi sono stati alterati con aggiunte inopportune o con la rifusione di campane antiche, le tradizioni e i modi di suonare locali sono stati cancellati e, dove non c’era più il campanaro, sono andati perduti

Nel 2005 nasce l’Associazione Campanari Liguri con l’obiettivo di promuovere e salvaguardare l’arte campanaria ligure interessandosi al ripristino dei concerti manuali inutilizzati e alla cura di quelli esistenti.

1929: S. Pietro di Sturla (Carasco - Genova), inaugurazione del nuovo concerto da 5 campane